Irene è la vincitrice del concorso di Stupeficium “Racconta la tua Fiaba”

 

Leggi la nostra intervista alla vincitrice del concorso fiabesco di Stupeficium

 

Dal 24 di settembre, per una settimana, noi di Stupeficium abbiamo lanciato il concorso “Racconta la tua Fiaba” sulla nostra pagina Facebook.

Le regole del gioco? Semplicissime!

 

1)    Guardare l’immagine del concorso pubblicata sulla nostra bacheca, raffigurante i morbidissimi peluche Maileg del nostro shop

2)    Lasciar andare la fantasia

3)    Commentare il post con una storia di tua invenzione, proprio come quando la racconti al tuo bimbo

4)    Al termine dei 7 giorni di tempo, noi di Stupeficium abbiamo eletto vincitrice la fiaba più originale e creativa

 

Ci hanno scritto in tantissimi e la scelta è stata veramente difficile. Sì, perché apprezziamo sempre tantissimo la vostra immaginazione e creatività.

Proprio per la sua brillante fantasia e le sue rime baciate, la vincitrice è Irene Menna, una mamma di due splendidi bimbi dalla provincia di Bologna!

 

 

Noi di Stupeficium facciamo ancora tantissimi complimenti a Irene e a tutti i partecipanti, e ora… Ecco l’intervista alla mamma vincitrice di “Racconta la tua Fiaba”!

Vuoi leggere subito tutta la fiaba vincitrice? Clicca qui!

 

 

 

L'Intervista

 

 

STUPEFICIUM - Ciao Irene, presentati ai nostri lettori e dicci qualcosa sul tuo lavoro!

 

IRENE - Ciao a tutti! Mi chiamo Irene Menna, ho 30 anni, abito in provincia di Bologna e sono mamma di due bimbi di 10 e 7 anni. Nella vita sono educatrice in un asilo nido, ma non solo: una delle mie grandi passioni è la scrittura, e quest'anno ho due canzoni in gara alla 62esima edizione dello Zecchino d'Oro!

Mi piacciono i bambini e amo il mio lavoro perché stare coi più piccoli mi trasmette gioia e serenità, inoltre mi dà l'occasione per riflettere e imparare sempre qualcosa di nuovo.

 

 

S - Wow! congratulazioni per le tue canzoni, siamo curiosi di sentirle allo Zecchino D'oro!

Veniamo a noi: ci piacerebbe sapere, da te che sei mamma e in più lavori a stretto contatto con i bimbi tutti i giorni, se e in che modo reputi importante l'apporto educativo dei giochi nello sviluppo dei bimbi, a partire dai primi mesi di vita e durante la crescita.

 

I - I libri mi hanno insegnato che il gioco è il "lavoro" principale dei bambini, mentre la pratica sul campo (come mamma e come educatrice) me lo ha dimostrato. Il gioco permette ai bambini molto piccoli di fare esperienza e di imparare concetti sulla vita (dentro e fuori, sopra e sotto, azione e conseguenza). Crescendo, per i più grandi il gioco diventa simbolico perché gli permette di riprodurre ciò che vedono nella vita reale. Inoltre ha anche una funzione catartica: i bambini metabolizzano ciò che vivono mediante la riproduzione della loro esperienza nel gioco. Man mano che si cresce il gioco cambia, ma anche nei bambini più grandi rimane fondamentale. Ad esempio nella fascia d'età 6-10 anni permette anche di apprendere nozioni scolastiche più facilmente.

 

Per scoprire i nostri giocattoli per i bimbi con più di 7 anni, clicca qui!

 

 

S - Proprio a proposito di crescita e differenti fasce di età, a te piace giocare? E cosa ne pensi degli adulti che giocano?

 

I - Quando si parla di gioco si pensa quasi sempre ai bambini, e secondo me si sbaglia. Per me che sono giocherellona per natura, giocare è importante anche per gli adulti. Troppo spesso ci dimentichiamo di giocare coi nostri figli perché abbiamo mille impegni, lasciando da parte il gusto speciale di tornare bambini insieme a loro. Senza dimenticare che è bellissimo anche giocare adulti con adulti: anziché stare con la testa bassa ognuno sui propri telefoni, mettersi intorno ad un tavolo e passarela serata insieme a giocare e scherzare è davvero impagabile. W il gioco!!

 

Dai un’occhiata ai giochi di società di Stupeficium!

 

 

S - Purtroppo vediamo sempre più spesso tanti bambini, anche molto piccoli, completamente rapiti da smartphone e tablet ed abbandonati a loro stessi, totalmente passivi di fronte allo strumento multimediale. Come può influire secondo te nella crescita del piccolo una situazione ripetuta di questo genere?

 

I - È ormai appurato scientificamente che l'assidua fruizione in tenera età di questi strumenti causi danni profondi. Inprimo luogo, i bambini diventano passivi perché comunque il videogioco e' un gioco passivo: loro muovono dei pulsanti ma è il personaggio che agisce. Inoltre, ne diventano dipendenti, infatti i giochi che stanno spopolando oggi prevedono livelli quasi infiniti con continui pacchetti ed estensioni, perciò il bambino non arriva mai ad una fine ed è sempre in cerca di arrivare al livello successivo. Senza contare che spesso i bambini giocano con videogiochi violenti, e ciò purtroppo influisce anche sulla loro empatia: vedono continuamente sangue e violenza e si abituano. Ultima, ma non di importanza, la troppa esposizione fa male anche al benessere degli occhi e della testa. Demonizzare gli apparecchi elettronici nel 2019 non ha senso, ma bisognerebbe stare più attenti al tipo di gioco, e soprattutto al tempo di utilizzo (che dovrebbe essere ben limitato dai genitori).

 

Naviga tra tutti i nostri giochi educativi o ai giochi creativi per trovare un’alternativa ai videogiochi!

 

 

S - Esatto, esistono applicazioni educative interessanti che se integrate con metodi classici e con giochi educativi sicuramente facilitano l'apprendimento. Specialmente nella prima infanzia sono importanti le fasi dell'esplorazione, della scoperta con i sensi, dell'affinamento della manualità. Magari al ristorante invece del tablet si possono portare dei puzzle magnetici o dei giochi di logica tarati sull'età che si possono fare tranquillamente seduti a tavola!

 

I - Assolutamente! Io per esempio consento l'uso dei videogiochi ai miei figli, ma sono assolutamente proibiti quando andiamo al ristorante o quando abbiamo ospiti a casa. Al ristorante si sta insieme, si chiacchiera, e se c'è un po' di attesa ho sempre nella borsa qualche piccolo gioco da fare per passare il tempo!

 

Scopri ad esempio i giochi portatili Tiger Tribe, i libri lavagnetta Jaq Jaq Bird o i Magnetibook di Janod, perfetti come passatempi “on-the-go”!

 

 

S - Per la nostra esperienza in negozio, notiamo che i bambini smettono sempre più presto di giocare. Pochi bambini a 8/9 anni ancora si dedicano al "gioco" nel senso tradizionale del termine. Eppure l'offerta di giochi adatti a quell'età è molto ampia (giochi scientifici, costruzioni, giochi di società sono solo alcuni esempi). Vediamo un ritorno al gioco dopo l'adolescenza quando si riscoprono appunto i giochi da tavolo, ad esempio per fare serata con gli amici. Tu hai due bimbi di 7 e 10 anni: qual è la tua esperienza a riguardo?

 

I - Io e il papà come dicevo siamo molto giocherelloni quindi se c'è una cosa su cui non abbiamo risparmiato sono i giochi, sempre scelti con alcuni criteri. Il mio grande, di 10 anni, gioca ancora tanto e ha sempre prediletto soldatini, castelli, personaggi e mostri. Il piccolo, di 7, è sempre stato più appassionato di macchinine, piste, e mezzi in genere. Per fortuna, si perdono ancora molto a giocare, sia da soli che in coppia!

 

Per personaggi e playset visita la pagina dedicata!

Se invece cerchi trenini e veicoli, allora qui trovi quello di cui hai bisogno!

 

 

S - È fondamentale che la cultura del gioco parta proprio dai grandi quindi: dobbiamo sempre ricordarci di giocare!

 

I - Esatto, a volte anche se si è stanchi e con tante cose da fare, è bene passare anche solo 10 minuti di tempo a giocare con loro... per loro è importantissimo, e costruiremo i loro ricordi più belli!

 

 

S - Per concludere, parliamo ancora un po' di te: qual è la parte più gratificante del tuo lavoro di educatrice?

 

I - I bambini sanno donare amore e affetto incondizionato: per me è bellissimo conquistare la loro fiducia e vedere che salutano serenamente i loro genitori per tuffarsi fra le mie braccia. È bellissimo sapere che a casa riportano piacevolmente ciò che facciamo al nido, per poi vedere nel tempo che ciò che seminiamo con tanta pazienza ha poi i suoi frutti!!

 

 

 

 

 

La fiaba vincitrice del concorso

 

 

Una sera di tanti anni fa,

C'erano una bimba,una mamma e un papà.

Alla bambina dondolava un dentino:

"Non tormentarlo, spingi pianino!"

Ma quella sera il dente cascó,

E sotto al cuscino lei lo infiló.

"Mica ci credo che passa il topino,

È solo una favola per chi è proprio piccino."

Decise di star sveglia fino a colazione,

Per dimostrare che aveva ragione.

Dietro alla porta, a un certo momento,

Si sentí un gran movimento:

all'improvviso fece capolino,

Il musetto di un bel topolino.

"Ma allora esisti veramente!"

Esclamò la bimba allegramente.

E poi,che grande meraviglia,

Era venuto con la famiglia!

"Che bella sorpresa,

che cosa carina!

Ora vi faccio una bella casina.

Un buco nel muro dietro la porta,

E poi eccovi qui un bel pezzo di torta.

Per rendere tutto ancora più bello,

Col cartoncino ritaglio un castello."

"Grazie bambina, sei stata accogliente.

Peró ora dormi cosí prendo il dente!

E ricorda che quello che credi bugia,

A volte è soltanto una dolce magia!"